La pandemia di COVID-19

La pandemia di COVID-19

Il 6 luglio 2021 è stato lanciato ufficialmente il Sustainable Development Goals Report 2021 delle Nazioni Unite, che rappresenta la fonte più autorevole per tracciare lo stato di attuazione dell’Agenda 2030 e coincide con l’inizio dell’High-level Political Forum (HLPF) in programma fino al 15 luglio. Il Rapporto mostra chiaramente che il COVID-19 ha rallentato i progressi per il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), ma anche che già prima della pandemia il mondo non era sulla buona strada indicata dall’Agenda ONU.

«I prossimi 18 mesi saranno cruciali per capire se le misure nell’ambito dei piani di ripresa dei Paesi saranno dirette a migliorare l’azione verso gli SDGs.»

Il Sottosegretario Generale agli Affari Economici e Sociali per l’ONU, Liu Zhenmin (luglio 2021)

Le interruzioni dei servizi sanitari essenziali hanno minacciato anni di progressi nel miglioramento della salute materna e infantile, nell’aumento della copertura vaccinale e nella riduzione delle malattie trasmissibili e non trasmissibili. Circa il 90% dei paesi segnala ancora una o più interruzioni significative dei servizi sanitari essenziali (traguardo 3).

La pandemia non ha portato a una diminuzione delle emissioni di gas serra (traguardo 13), contrariamente a quanto ci si sarebbe potuto aspettare. A livello globale l’aumento di temperatura è arrivato a quota 1,2°C rispetto ai livelli pre-industriali, avvicinandosi al limite di 1,5°C stabilito dall’Accordo di Parigi. La biodiversità (traguardo 15) è in declino e gli ecosistemi terrestri sono oggetto di degrado a ritmi allarmanti: tra il 2015 e il 2020, ad esempio, ogni anno sono andati persi dieci milioni di ettari di foreste, un’area vasta quasi quanto la superficie dell’Islanda.

La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto significativo anche sul raggiungimento del traguardo 5 (parità di genere): è aumentato il lavoro di cura e domestico non retribuito a carico delle donne e si sono intensificati gli episodi di violenza di genere. Si stima, inoltre, che nel prossimo decennio saranno circa dieci milioni in più le ragazze a rischio di matrimonio precoce.

Rappresentazione schematica del peggioramento apportato dalla pandemia

Il report mostra una situazione preoccupante per quanto riguarda lo stato degli SDGs. Racconta però anche storie di resilienza, capacità di adattamento e innovazione, storie che dimostrano che un futuro migliore è possibile. Storicamente le pandemie sono state catalizzatori di trasformazioni politiche, economiche e sociali. La pandemia di COVID-19 in questo non si è distinta: ne è un esempio l’accelerazione del processo di digitalizzazione.

Il Rapporto sottolinea l’importanza di creare infrastrutture e database per raccogliere le informazioni e coordinare un’azione globale per il raggiungimento dei Goals. La disponibilità di dati permette, infatti, interventi mirati nelle zone a rischio. In alcune aree geografiche e in alcuni ambiti relativi agli Obiettivi si rileva una significativa carenza di dati: per il traguardo 13 (lotta contro il cambiamento climatico), ad esempio, solo un Paese su sei ha dati a disposizione. Non per tutti gli Obiettivi, inoltre, si dispone di dati aggiornati.

La pandemia, si legge nel Rapporto, ha innescato “una crisi di proporzioni monumentali, con effetti catastrofici sulla vita e sui mezzi di sussistenza delle persone, e sugli sforzi per realizzare l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”. Qui di seguito sono riportati i testi integrali delle relazioni sui traguardi 1 e 4:

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