Terrore lungo il confine baltico

Terrore lungo il confine baltico

Chissà cosa potrà saltare in mente ad alcuni di quei malcapitati, respinti da uno stato pronto a far acquistare una copertura nuova per il tetto del palazzo di Rundāle, ma impossibilitato a fornire loro un tetto sotto cui abitare? Le uniche risposte che hanno ricevuto sono state minacce di morte e di tortura, le quali hanno annientato ogni loro speranza.

Una volta fatti entrare nei centri di detenzione, hanno cominciato a destare sospetto nei confronti dei responsabili. Potremmo dire che per loro è stato un po’ come essere stati condannati alla prigionia senza sapere cosa hanno fatto di sbagliato e senza sapere quale sarà il loro destino. Questi uomini sono fuggiti dai loro paesi d’origine in cerca di sicurezza e ora vengono trattati come criminali, si sentono sbagliati e tutto ciò deteriora il loro stato di salute mentale. Ciò porta i prigionieri a atti di autolesionismo, che purtroppo possono condurre in certi casi al suicidio. Siamo inoltre allarmati per la detenzione illegale di minori nei centri, dannosa per il loro futuro. I minori trattenuti corrono seri rischi per il loro sviluppo psicologico e spesso ne risentono gravemente, infatti nei centri di detenzione i bambini non ricevono gli elementi essenziali per lo sviluppo, come il gioco e l’istruzione.

Una situazione particolarmente delicata è anche quella delle donne incinte, le quali, oltre a rischiare la vita nel tentativo di superare il confine, si trovano anche nelle drammatiche circostanze sopra citate, aggravate dalle loro condizioni fisiche.

Troviamo tutto ciò inaccettabile ed esortiamo le autorità lettoni a porre fine alla detenzione illegale e arbitraria delle persone in transito e chiede l’attuazione di soluzioni alternative, compreso il trasferimento immediato degli uomini, delle donne e dei bambini trattenuti in luoghi sicuri, dove possano ricevere assistenza umanitaria e protezione adeguate.

Nella maggior parte dei casi è la guerra a spingere queste persone ad emigrare, anche se domani potrà essere qualcos’altro. Ad ogni modo, indipendentemente da ciò, è a parer nostro incomprensibile riconoscere una provvisorietà delle misure da adottare quando è messa in gioco la dignità di queste persone e, ancora prima di questa, la loro vita. Ci auspichiamo che questa situazione non si protragga ulteriormente e che vengano messi a disposizione mezzi, economici e non, al fine di contrastare un’azione così riprovevole.

Autori

error: Il contenuto non è selezionabile.