I diritti umani nel cinema

I diritti umani nel cinema

Recensione del film “Il diritto di contare” (2016) di Peter Farrelly

Le tre protagoniste del film sono Katherine Johnson, Mary Jackson e Dorothy Vaughn, tre donne afroamericane lavoratrici alla Nasa, nel Gruppo di Calcolo Ovest (composto essenzialmente da donne di colore). Il film è ambientato nella Virginia negli anni ‘60: è il periodo della segregazione razziale e questo mette molto in difficoltà i sogni delle protagoniste: Katherine, una volta trasferita nel team di matematici di Harrison (direttore delle operazioni spaziali) occupati nel calcolare tutte le variabili di lancio e dei voli dei razzi Redstone e Atlas, viene inizialmente incaricata di fare ricerche, correggere calcoli, ecc….; in questo modo, diventa ufficialmente la prima donna afro-americana della squadra.

Il successo raggiunto non elimina tuttavia le discriminazioni avanzate nei suoi confronti: ad esempio, è costretta a dover fare 1 km a piedi tutti i giorni per utilizzare i bagni, deve bere da una caffettiera riservata alle colored – nessun altro si azzarda a toccarla – e, in generale, è sempre guardata e trattata come se fosse diversa. Ad un certo punto del film, la sensazione di perenne disagio la fa andare in crisi e si sfoga; Harrison, avendo capito le potenzialità di Katherine e stanco di questi atteggiamenti che distraggono e fanno perdere tempo all’obiettivo americano di “toccare le stelle” , risolve la situazione, permettendole di partecipare alle riunioni più importanti per rimanere aggiornata sui continui cambiamenti dei dati. Grazie a ciò, Katherine riesce a calcolare in modo preciso l’atterraggio della capsula con dentro Glenn (al posto della macchina di calcolo IBM 7090, la quale aveva sbagliato i risultati di qualche decimo e che avrebbe portato la capsula a prendere fuoco durante il rientro). 
Un altro personaggio della storia molto importante è Mary, aspirante ingegnere, laureata in scienze matematiche e fisiche, la quale deve scontrarsi in tribunale per frequentare un corso speciale d’ingegneria all’Università della Virginia (questi studi erano infatti riservati a soli uomini bianchi); il corso le è necessario per ottenere un posto nel reparto ingegneristico della Nasa. 
Inoltre, è da presentare Dorothy, che vuole essere riconosciuta come responsabile del suo settore, e ciò la porta a dover superare molti ostacoli. Alla fine, riesce persino ad apprendere un nuovo linguaggio informatico per far funzionare la macchina di calcolo IBM 7090 e ad insegnarlo alle ragazze del suo gruppo. 
Insomma, nonostante lo svantaggio sociale, queste forti e coraggiose donne riescono a farsi valere, a raggiungere i propri obiettivi e rendersi preziose; hanno dimostrato che non conta il colore della pelle e che essere donne vale tanto quanto essere uomini. Purtroppo, questi pregiudizi e discriminazioni perdurano tutt’oggi, seppur in maniera forse meno evidente. Dobbiamo indubbiamente fare ancora molta strada per raggiungere quella che viene definita “uguaglianza di genere”, ma la visione di questo film (e dei tanti altri che affrontano temi così importanti) non può che indirizzarci sulla “retta via”.

HF-207 – Jim Parsons as Paul Stafford, Taraji P. Henson as Katherine G. Johnson, and Kevin Costner as Al Harrison in HIDDEN FIGURES. Photo Credit: Hopper Stone.
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