Cos’è la “disparita di genere”?

Cos’è la “disparita di genere”?

Si parla di disparità di genere quando uno dei due generi è sottorappresentato e svantaggiato rispetto all’altro. Questo si applica nella quasi totalità quando si parla della situazione delle donne in ambito lavorativo; il genere “discriminato” ha più difficoltà a trovare un lavoro, riporta salari inferiori e fatica ad accedere a posizioni di potere.

“La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano ai lavoratori”. Questo è l’articolo 37 della Costituzione italiana. La parità di genere è dunque scritta nel testo fondamentale del nostro ordinamento.

Nonostante questo, e in Italia più di altrove, la condizione lavorativa delle donne vede ancora importanti differenze con quella degli uomini, il cosiddetto gender gap, con tassi di occupazione femminile più bassi e maggiori difficoltà negli avanzamenti di carriera, oltre che un gap salariale, cioè una differenza di stipendio tra uomini e donne, che in media nel nostro Paese raggiunge il 12%. L’Italia è infatti uno dei paesi europei in cui la disparità di genere nei confronti delle donne incide maggiormente nonostante i progressi positivi negli anni

Disoccupazione femminile del 3% più alta di quella maschile - Mazziero  Research

Nel mondo del lavoro, il gender gap indica quindi le differenze di retribuzione, carriera e accesso al primo lavoro che vedono le donne fortemente svantaggiate rispetto agli uomini.

Secondo le statistiche Eurostat, l’Italia è uno dei paesi europei più penalizzanti per le donne. Il tasso di donne occupate (20-64 anni, in questo caso: 53,8%) è infatti il secondo più basso del continente prima della Grecia, e a una distanza abissale dalla Svezia, che col 79,7% è al primo posto nell’Unione Europea.

Sono dei dati sicuramente impressionanti se si considera che secondo una ricerca di Almalaurea, sono proprio le donne a ottenere i risultati migliori negli studi. Sia perché arrivano prima alla laurea ma anche perché ottengono voti più alti.

Nonostante questo, secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio Job Pricing, nell’anno della pandemia per uno stipendio annuo lordo a tempo pieno, la differenza tra le buste paga delle donne e degli uomini è arrivato all’11,5% .Come se le donne lavoratrici italiane fossero pagate dal 7 febbraio, pur lavorando regolarmente dal 1° gennaio.

Quali sono le principali cause di questa disparità? Una delle principali cause è la tendenza a far ricadere sulla donna, molto più che su un uomo, le responsabilità di cura nei confronti della famiglia. Un altro motivo è che a parità di titoli di studio le donne tendono ad avere meno riconoscimenti occupazionali e hanno quindi maggiore difficoltà ad accedere a posizioni di pari rilievo. Inoltre è importante sottolineare che sono più spesso le donne a subire molestie sul proprio luogo di lavoro, esperienza che può fortemente scoraggiare una donna in carriera.

Cosa comporta la disparità di genere nel lavoro? La differenza di trattamento tra donne e uomini comporta una minore produttività, un potenziale di capacità inespresse e può essere fonte di insicurezza psicologica e ovviamente anche di condizioni economiche più precarie, dal punto di vista delle donne.

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