Per un’istruzione di qualità

Per un’istruzione di qualità

Quante volte ti sei svegliato la mattina con l’unico pensiero di inventarti qualche scusa per rimanere a letto? So che credi che la scuola sia pesante e che lo studio sia spesso una perdita di tempo. Certo, per te è scontato pensare di poter decidere se frequentare o meno le lezioni, tuttavia quello che forse ignori è che nel mondo non tutti sono nella tua stessa posizione.

Nel mondo ci sono circa 215 milioni di ragazzi che non hanno accesso ad alcuna forma di istruzione e il 60% di questi appartiene al genere femminile. Sono infatti 129 milioni le donne che non hanno accesso allo studio di cui – si stimano – 32 milioni nelle scuole primarie, 30 milioni nelle scuole secondarie di primo grado e 67 milioni nelle scuole secondarie di secondo grado (dati calcolati considerando le fasce di età previste dall’ordinamento italiano).

Dare pari oppurtunità e garantire quindi un’educazione ai ragazzi contribuisce a ridurre il reclutamento infantile, lo sfruttamento della manodopera minorile e le violenze contro il genere femminile (come ad esempio il fenomeno delle spose bambine). Inoltre, un altro fattore che ha aggravato – e tuttora continua a farlo – la carenza d’istruzione nel mondo è la pandemia di COVID-19, che negli ultimi due anni ha impedito il ritorno a scuola di circa 16 milioni di bambini per via dei danni economici che ha causato. Una recente ricerca ha infatti rilevato che in media, durante la pandemia, i paesi più poveri hanno perso il 66% in più di giorni di scuola rispetto a quelli più ricchi.

L’obiettivo 4 non si limita all’istruzione primaria dei bambini ma si concentra anche sul punto di contatto tra istruzione di base e formazione professionale. Questo punto mira a garantire che la popolazione, di qualunque fascia d’età faccia parte, in particolare la più emarginata e vulnerabile, possa accedere ad un’addottrinamento adeguato alle loro esigenze e al contesto in cui vivono. L’istruzione contribuisce infatti a creare un mondo più sicuro, sostenibile e interdipendente.

I suoi traguardi includono, tra le varie voci: l’accesso universale all’istruzione pre-scolare, l’eliminazione delle disparità di genere e delle barriere all’istruzione incontrate dagli studenti, inclusi quelli con disabilità, i gruppi indigeni e i bambini che vivono in zone di guerra. Prevede inoltre l’incremento di fondi a livello mondiale per la formazione dei docenti e l’assegnazione di borse di studio internazionali.

Un istruzione di qualità è la chiave per far prosperare una nazione, favorisce infatti il benessere della collettività e dei singoli delle comunità e società, riuscendo così a stabilire un equilibrio globale.

Un ruolo importante, in questa situazione, lo ha svolto sicuramente l’UNICEF (United Nations International Children’s Emergency Fund) , la quale ha risposto a tali sfide fornendo sostegno per l’istruzione in 151 paesi. Osserviamo come 48 milioni di bambini senza accesso a scuola siano stati inseriti in programmi di istruzione pre-scolare, primaria o secondaria; inoltre, sono stati supportati oltre 43 milioni di bambini con materiale didattico individuale per l’apprendimento nella prima infanzia.

Il generoso intervento fatto dall’UNICEF, tuttavia, può spronare anche noi ad intervenire pur rimanendo nel nostro piccolo. Infatti, la Samsung Electronics & Co ha sviluppato un’applicazione gratuita chiamata “Samsung Global Goals”, che permette a noi tutti di raccogliere fondi da devolvere a un obiettivo di nostra scelta. Come? Solamente guardando le pubblicità all’interno dell’app.

Il trailer del film-documentario “Vado a scuola” di Pascal Plisson
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